Chi siamo

CaereMUSEum (CM abbreviato) nasce con l’intento di ottimizzare e integrare progressivamente la conoscenza della cultura materiale dell’antica città di Caere.

Il progetto ideato e curato dall’Università di Napoli “Federico II” (Dipartimento di Studi Umanistici, cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche) mira ad organizzare in maniera sistematica, attraverso l’utilizzo di un database, i reperti sparsi in diversi musei di tutto il mondo, collegandoli ai contesti originali, quando possibile.

Il tentativo di CM è quello offrire quindi a tutti etruscologi e non, uno strumento utile che possa migliorare la comprensione della storia di questa grandiosa città etrusca (Caere in breve).

Accanto al database è stata elaborata una pagina che raggruppa link relativi alla città di Cerveteri con informazioni utili a vario livello e rimandi ai musei in cui sono custoditi i reperti ceretani. È stata realizzata anche una pagina con la relativa bibliografia aggiornata e divisa per anni di pubblicazione.

Come la maggior parte delle città etrusche Cerveteri è stata depredata in tempi antichi e recenti e ciò che rimane rappresenta una piccola porzione della sua straordinaria identità. 

Nel Medioevo la popolazione abbandonò l’antico abitato per trasferirsi presso il luogo più protetto di Ceri la cd. Caere Nova e così che il “vecchio” sito diventò Caere Vetus (da cui deriva il toponimo odierno di Cerveteri). La memoria dell’esistenza di una Caere Vetus non venne mai perduta tant’è che già a partire dai primi decenni dell’Ottocento iniziarono ad intensificarsi scoperte importanti come in altre città etrusche. La vivacità delle scoperte di quel tempo va contestualizzata in un’epoca in cui gli scavi incrementavano l’attivo mercato antiquario e arricchivano le collezioni private all’interno dei musei in Italia, nel resto d’Europa e addirittura oltreoceano. In questo quadro si colloca la diaspora dei reperti ceretani e ciò significa che nella maggior parte dei casi il loro specifico contesto di provenienza è andato perduto.

Il tentativo, quindi, di CM è quello di riunificare digitalmente il patrimonio di una delle più importanti città etrusche del Mediterraneo e fornire un valido strumento di conoscenza a quanti si occupano dello studio di questa città.