Oinochoe attica configurata
(S. Sindoni)
La storia collezionistica e museale del pezzo è da inserirsi nel quadro delle relazioni d’affari tra la città di Vienna e il mercante antiquario romano Augusto Castellani, i cui documenti riportano la notizia di diverse vendite di antichità all’“Imperatore d’Austria” tra il 1865 e il 1870 (a partire dal 1866 con la mediazione di Wolfgang Helbig). Com’è noto, infatti, molte delle antichità vendute da Castellani in tutto il mondo provenivano dagli scavi effettuati dai fratelli Calabresi a Caere.
Il pezzo dunque, insieme ad altri reperti, fu venduto nel 1865 da Castellani all’Österreichisches Museum für Kunst und Industrie di Vienna, dal quale fu poi ceduto nel 1940 al Kunsthistorisches Museum, entrando a far parte delle Collezioni di Antichità, dove si trova ancora oggi. Aperto al pubblico dal 1891, il KHM nel 1940 arricchì difatti la propria collezione di vasi greci attraverso un’ampia acquisizione di ceramiche dall’Österreichisches Museum.
E. TRINKL, Corpus Vasorum Antiquorum. Wien, Kunsthistorisches Museum 5, Wien 2011, pp. 43-44, 228, tav. XXVIII, 1-3.


